Storia di un sogno

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Storia di un sogno

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La maggior parte del territorio dello Mbeere , il nome di questa regione del Kenya, è un altopiano, dolcemente pianeggiante e degradante verso sud-est, cha varia dai 1300 m slm fino a circa 800m slm. Per queste caratteristiche il terreno si presenterebbe quindi adatto alle coltivazioni sebbene, specie ad est, deve dapprima essere liberato dal pietrame, rovi,  ceppi e radici per renderlo più facilmente coltivabile.

Talune aree rimangono ad ogni modo impraticabili alla coltivazione per l’eccesso degli elementi negativi appena menzionati. In quelle zone la vegetazione varia dall’acacia spinosa, con spine lunghe anche 10 cm, ad altri arbusti spinosi alti anche fino a tre metri. La fitta boscaglia di alcune zone rende in effetti meno praticabili gli insediamenti umani e la stessa agricoltura. La classificazione dei suoli delle zone della parrocchia indicano un tasso di fertilità variabile da moderato a molto basso.

Gli insediamenti trovano così maggior spazio e fruibilità nella parte occidentale della regione, mentre in quella orientale l’uso della terra rimane tradizionalmente più promiscuo fra un sistema di rotazione delle colture e di pascolo per bestiame .

L’agricoltura in queste condizioni è del tipo più arretrato. Al momento dell’arrivo degli operatori italiani non esisteva del tutto la concimazione e la produttività complessiva era quindi bassissima.

Il territorio è caratterizzato da una contesto ambientale semiarido, dalla scarsa piovosità, dalla penuria grave di acqua potabile sia per la popolazione che per i fini produttivi ed irrigui, quantunque vi siano alcuni corsi d’acqua tanto permanenti che stagionali. Ma l’acqua è lontana dalle abitazioni e dai terreni e, per gli abitanti, si impongono lunghe attraversate per rifornirsi alle fonti idriche.

Le criticità derivano dalla distanza che ogni giorno i singoli abitanti devono affrontare per rifornirsi d’acqua. I fiumi, i torrenti, gli invasi o i pozzi, sono spesso distanti dall’abitazione di una famiglia anche una decina di chilometri, pur essendo questa una misura limite. Solitamente però si deve camminare da un paio di chilometri fino anche a cinque o sei. L’approvvigionamento viene effettuato con taniche, di solito da 20 litri, come pure mediante recipienti di ogni fattura e capacità. Se non si possiede un animale, normalmente un somaro che viene caricato spesso all’inverosimile, sono le donne che si caricano taniche e vasi sulla testa.

Serbatoi d’acqua sospesi o rialzati, come pure cisterne interrate sono tipi di realizzazioni che si sono frequentemente realizzate nel comprensorio di Iriamurai ed ora a Mutuovare a beneficio della popolazione locale. Sostanzialmente si tratta di grandi contenitori che prendono l’acqua ad esempio dalle grondaie dei tetti in lamiera e la convogliano direttamente all’interno del serbatoio mediante lunghe condutture di raccordo. Sono molto utili specie in prossimità delle scuole, dove i bambini sono spesso alcune centinaia e le esigenze quindi molteplici, in quanto costituiscono una riserva d’acqua pulita, permanente e di ampie dimensioni.

La disponibilità dell’ acqua, e il sostegno ad una moderna forma di agricoltura ed allevamento quindi, sono le priorità per favorire l’insediamento della popolazione in queste zone.

Mentre guardate questi volti e questi sguardi volevo farvi partecipi di una mia riflessione.

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