Storia di un sogno - Storia di un sogno

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Categoria: Notizie
Scritto da Webmaster

 

Immaginate di essere fermi con la vostra auto in una stazione di servizio, sicuramente non vi chiederete il “perché” e il “come mai” siate proprio in quel punto, perché lo scopo e la direzione del vostro viaggio vi erano molto chiari al momento della partenza e quella sosta, magari per fare benzina e bere un caffè, vi servirà per rifornirvi di nuove energie per raggiungere la meta prefissata. Ma se paragoniamo la nostra vita al viaggio in macchina che abbiamo appena immaginato, ci accorgiamo che le cose non vanno proprio allo stesso modo … Quando uno considera la propria posizione nella vita, la tendenza iniziale è quella di chiedersi come mai le cose non siano andate così come erano state immaginate anni prima. Eppure le idee erano sufficientemente chiare e avevamo preso molti accorgimenti per tentare di raggiungere il nostro obiettivo. Sicuramente però non sono state fatte molte delle cose che avevamo programmato, e quindi non abbiamo ottenuto quanto avevamo nelle aspettative, e, francamente, nemmeno immaginavamo allora che le cose sarebbero potute essere a volte così difficili. La conclusione quindi sembra essere: “Questo non è il punto dove mi immaginavo di essere ora nella mia vita”.  Forse ciò vale  per qualcuno un po’ di più per qualcun altro un po’ meno.

Ma pensandoci meglio, intuisco che, forse, questo è sicuramente il luogo in cui io “dovevo arrivare”. E’ figlio di tutte le esperienze … quelle positive, ed anche degli errori commessi. E’ frutto insomma dell’esercizio della mia libertà. Quella libertà che, se usata impropriamente, ci fa continuamente spostare il traguardo oppure ci allontana da esso, dandoci quella sensazione di essere nel posto sbagliato, di essere insoddisfatti e smarriti. Tutti noi sappiamo in cuor nostro quale sia la realtà che più ci corrisponde, e sappiamo benissimo quali sono i mezzi e comportamenti che dovremmo mettere in campo per realizzarla. Come se ancora fossimo nella nostra macchina immaginata prima e, pur vedendo chiaramente i cartelli che ci indicano la giusta direzione, noi, per una serie di motivi e valutazioni, il più delle volte pretestuosi, scegliessimo in modo più o meno consapevole la strada che ci allontana dalla meta e il fatto di stare allontanandoci lo usiamo come scusante per giustificarci e poter ripetere ancora lo stesso errore. Questi visi, questi occhi, così lontani da noi da non poter sentire il loro grido di aiuto, vivono sotto il nostro stesso cielo e camminano sulla stessa nostra terra, e sono così uguali a quelli di colui che avete seduto accanto a voi, sono i cartelli indicatori della giusta direzione. Vi dirò di più, l’importante non e’ il “dove” siate arrivati ora nella nostra vita, qualsiasi punto va benissimo per riprendere la giusta rotta… e sappiamo anche che “lì fuori” è pieno di cartelli …

Di quel tanto o poco che avete donato, questi volti un giorno vi ringrazieranno, e vedranno il nostro gesto come una benedizione, una fonte di speranza, una ragione per andare avanti.

Noi tutti vi vogliamo ringraziare, si  con questo spettacolo, ma anche regalandovi l’immagine da conservare nel cuore che tra non molto dei bambini in Kenya potranno andare a scuola e a prendere l’acqua senza dover fare 5 o 6  chilometri a piedi …

L’Albero di Nicolas rimarrà come una testimonianza ed un ammonimento per tutti noi, l’augurio quindi che ci dobbiamo fare è quello di continuare ad esercitare nel modo corretto la nostra libertà, stando sempre attenti ai “cartelli” e cercando di perseguire la meta ultima della nostra vita che il nostro cuore non si stanca mai di indicarci.
BUON VIAGGIO A TUTTI NOI!

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